Ciliegio


Ciliegio

L’albero da frutto Ciliegio è suddiviso in due specie: l’Avium (ovvero il dolce) molto diffuso in Italia, con portamento assurgente, e il Cerasus (amarena), l’acido, più cespuglioso e pollonifero, molto diffuso più nel nord Europa. Un’altra specie è il Prunus mahaleb (magaleppo o ciliegio di S. Lucia), albero piuttosto piccolo, con foglie rotonde di forma variabile, di colore verde chiaro con piccoli fiori bianchi e frutti piccoli (gialli o rossi, talvolta molto scuri).

Il Ciliegio è una pianta da frutto di origine caucasica e in Italia è molto diffusa, ma principalmente in Campania, Puglia, Veneto e Emilia-Romagna. Appartiene alle Rosaceae, sottofamiglia Prunoideae, pertanto l’albero presenta rami a legno e rami a frutto e il frutto è una drupa.  Nel Ciliegio dolce si distinguono la varietà Juliana che fornisce le tenerine e la varietà Duracina che produce i duroni. Del ciliegio acido vi sono: la varietà Caproniana, con amarene o morasconi, la Austera, con le viscole, la Marasca, con le marasche.
Il Ciliegio come albero da frutto con un elevato fabbisogno in freddo e una sensibilità ai ristagni idrici. Il grosso problema del ciliegio dolce è la pioggia che  comporta spesso il danneggiamento del frutto oltre ad essere vettore di Monilia. Oltre a ciò una siccità prolungata danneggia la formazione dei fiori.

Il Ciliegio è una pianta da frutto con caratteristiche riconoscibili

Il Ciliegio è una pianta da frutto che cresce dai 15 ai 32 m di altezza. Gli alberi giovani mostrano una forte dominanza apicale con un tronco dritto e una corona conica simmetrica, che diviene arrotondata ed irregolare negli alberi più vecchi. Vive circa 100 anni ed è molto esigente di luce. La corteccia è levigata porpora-marrone con prominenti lenticelle orizzontali grigio-marrone negli alberi giovani, che diventano scure più spesse e fessurate negli alberi più vecchi. Le foglie sono alternate, ovoidali acute semplici, lunghe 7-14 cm e larghe 4-7 cm, glabre di un verde pallido o brillante nella parte superiore, che varia finemente nella parte inferiore, hanno un margine serrato e una punta acuminata, con un picciolo lungo 2–3,5 cm che porta da due a cinque piccole ghiandole rosse. Anche la punta di ogni foglia porta delle ghiandole rosse. In autunno le foglie diventano arancioni, rosa o rosse prima di cadere. I fiori bianchi peduncolati sono disposti in corimbi di due-sei assieme, ogni fiore pendente su di un peduncolo di 2–5 cm, del diametro di 2,5–3,5 cm, con cinque petali bianchi, stami gialli, ed un ovario supero; i fiori sono ermafroditi e vengono impollinati dalle api. La fioritura ha luogo all’inizio della primavera contemporaneamente alla produzione di nuove foglie. Il frutto è una drupa carnosa (ciliegia) di 1–2 cm di diametro (più larga in alcune selezioni coltivate), di un rosso brillante fino ad un viola scuro quando matura a metà estate. Il frutto commestibile ha un gusto da dolce ad abbastanza astringente e amaro da mangiarsi fresco; esso contiene un singolo nocciolo lungo 8–12 mm, ampio 7–10 mm e spesso 6–8 mm, il seme dentro al guscio è lungo 6–8 mm.

Le ciliegie vanno raccolte a maturazione completa perchè una volta staccate dall’albero non maturano più (con una conservazione breve). Il rendimento si aggira sui 10 t/h, limite che viene superato con la raccolta meccanica a discapito della qualità. La raccolta si svolge in maggio-luglio e si basa sugli indici del colore della buccia e del residuo secco rifrattometrico.

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